"Cosa sono gli albi illustrati divulgativi? Lo spiega una libraia
- Valentina Aveta

- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 5 min

Gli albi illustrati divulgativi sono un format editoriale abbastanza recente e in rapida espansione, ne parliamo con Giulia Sideri, una libraia appassionata di libri per l'infanzia.
Giulia lavora in una piccola libreria a Pescara in via Raffaello specializzata in libri per bambini e ragazzi.
La "Piccola Libreria Origami" è un luogo magico dove puoi rintanarti per qualche ora e immergerti nel fantastico mondo degli albi illustrati.
La frequentano insegnanti, genitori e bambini che hanno scoperto la cura con cui Giulia e Nicola selezionano e scelgono i prodotti editoriali.
È per questa sua passione che ho pensato di chiedere proprio a lei di spiegarci meglio il mondo dell'albo illustrato divulgativo.
Di cosa parliamo quando ci riferiamo agli albi illustrati divulgativi?
A differenza dei classici albi illustrati narrativi in questo tipo di albo non c'è una storia da seguire: l'albo divulgativo ci presenta un tema ( a volte un tema scientifico, una curiosità, un fatto, un fenomeno) usando però gli stessi elementi narrativi e visivi dell’albo illustrato.
Gli albi divulgativi sono albi illustrati che forniscono informazioni, curiosità, approfondimenti sul meraviglioso mondo che ci circonda.
Il termine meraviglioso, ci spiega Giulia, non è scelto casualmente: questi albi permettono di approcciare alla conoscenza in modo stimolante, prediligendo il "come" rispetto al "cosa" sapere. Al loro interno il lato estetico diventa parte integrante della conoscenza e soprattutto questa viene trasmessa attraverso degli elementi non verbali.
Quali sono gli elementi distintivi di un albo divulgativo?
Questi albi lasciano molto spazio alle immagini, hanno un testo curato ma ridotto al minimo e comunicano un sapere in modo alternativo ed avvincente. Spesso sono progettati in extra formato (cioè molto più grandi rispetto ad un classico libro) perché, appunto, l'immagine è protagonista e viene valorizzata il più possibile.
Si ha un'inversione di proporzioni: l'immagine è prioritaria insieme al design del libro rispetto al testo scritto.
Questo tipo di prodotto editoriale è considerato una vera e propria sfida creativa poiché la sinergia tra autore, illustratore ed editore ha come obiettivo quello di affidarsi non solo ai contenuti (legati ad un tipo di sapere "tradizionale") ma anche alla bellezza intesa come chiave di conoscenza del mondo.
L'aspetto estetico serve a restituire la complessità della realtà, a rompere l'idea dei significati univoci e a mostrarci i limiti delle nostre convinzioni.
Pur essendo nati per l’infanzia, oggi sono rivolti a tutte le età, anche agli adulti.
Perché questo tipo di prodotto sta destando tanto interesse nell'editoria per bambini e ragazzi?
Negli ultimi anni, ci spiega Giulia, c'è stato un cambiamento importante nel mondo della divulgazione per l'infanzia: l'albo illustrato porta con sé una totale libertà e creatività, con scelte legate a modalità e contenuti non più ovvi e tipici ma sicuramente singolari e sorprendenti per avvicinare ed incuriosire i bambini.
Si valorizza il punto di vista dei bambini, si vede attraverso i loro occhi e anche il mondo va conosciuto non più attraverso nozioni quantitative ma qualitative e, soprattutto, epistemiche.
Il modo in cui i bambini conoscono il mondo è fondamentale affinché nascano passione e rispetto e farlo attraverso l'allenamento alla bellezza gli permette di costruire una visione che porta direttamente alla verità ( verità che tende a sfuggirci di mano quando indaghiamo il mondo in modo troppo specialistico e razionale).
Sono libri che non forniscono conoscenze oggettive ma invitano al pensiero critico, ci incoraggiano a riflettere e a mettere in discussione le nostre convinzioni. Aprono porte invece che creare compartimenti rigidi per catalogare la realtà.
Prendiamo ad esempio Zoottica – Come vedono gli animali? di Guillaume Duprat (L’Ippocampo Ragazzi) .
Il libro ha un obiettivo scientifico preciso: spiegare come vedono gli animali: che tipo di visione hanno (a colori, in bianco e nero, molto ampia, molto ristretta, notturna, ecc.) e come la conformazione dei loro occhi e del sistema visivo influenzi come l’animale percepisce la realtà.
Zootica non racconta una storia con personaggi e trama, ma risponde a una domanda reale di scienza naturale, usando testo e immagini in modo coordinato.
Il libro è costruito come una sequenza di immagini ciascuna dedicata a una specie o a un gruppo.
In corrispondenza degli occhi dell'animale c’è una finestrella apribile: sollevandola, il lettore vede “dal punto di vista dell’animale”, cioè si apre una rappresentazione grafica di come quell’animale "vede" il mondo.
Accanto alle immagini troviamo testi brevi e accessibili che spiegano: quanti colori vede quell’animale, se distingue bene i dettagli o i movimenti, se è adattato alla luce, al buio, all’acqua, ecc.
Questa struttura (immagine + finestrella + testo che spiega) è una delle possibilità degli albi divulgativi moderni: usare il gioco visivo e la manipolazione per far “sperimentare” il concetto.
Gli argomenti che gli albi illustrati divulgativi affrontano sono infiniti: si va da mappe geografiche che raccontano la storia, a libri che parlano di fatti o cose specifiche (cosa sono le nuvole, i colori, la velocità, la danza, il sistema solare, le orme degli animali, le parole, il mare, il tempo...), fino a libri che ci raccontano un fenomeno nelle sue varie accezioni — come fa Crac, un libro che esplora il concetto di rottura e cambiamento come inizio di ogni trasformazione e vita, dalle galassie agli animali.
Come possiamo riconoscere e scegliere un albo divulgativo di alta qualità?
Sicuramente, spiega Giulia, la conoscenza di alcune case editrici specializzate anche in questa tipologia di albi aiuta: L'Ippocampo, Nomos, Topipittori, Terre di Mezzo, Editoriale Scienza, Quinto Quarto sono solo alcune, e poi chiedere consiglio ai librai specializzati.
Penso che sia fondamentale prendersi tempo per sfogliare, studiare, approfondire, aggiornarsi, allenare lo sguardo. Valutare la qualità del testo, abituare l'occhio alla bellezza non banale delle immagini, tastare l'onestà del contenuto, anche quando può risultare "scomoda".
Non pensare all'albo come "medicina" risolutiva di un compito limitato nel tempo (progetto scolastico, argomento singolo del mese ecc..) ma vederlo come alleato su più livelli di lettura, come inizio per creare punti di dialogo, approfondimento, scambio e connessioni.
Come afferma Giorgia Grilli, traduttrice e pedagogista italiana:
"I nuovi nonfiction picturebooks sono libri che tendono, spesso, non a ribadire ma decostruire un certo sapere convenzionale, a mettere in discussione definizioni date o attribuzioni automatiche di etichette a cose, fenomeni e a persone. Questi libri non sono lì per affermare ...la verità sul mondo, ma semmai per spingere a dubitare di quel che convenzionalmente si dice e si pensa di esso..."
e ancora:
La divulgazione del nuovo millennio si presenta ... in molti casi come una letteratura di domande.
Questo tipo di prodotto può entrare nelle scuole e affiancare la classica editoria scolastica?
Questo prodotto, secondo Giulia, è un validissimo alleato a scuola, sicuramente da affiancare alla classica editoria scolastica. La divulgazione, in questo modo, può trovare equilibrio tra il bisogno sociale di fornire un determinato sapere sul reale e la necessità emozionale e filosofica di lasciare che il mondo che ci circonda possa ancora stupire ed affascinare.
Un saggio per approfondire

Giulia ci consiglia infine di approfondire questo argomento leggendo il nuovo saggio di Giorgia Grilli "L'incanto del mondo" (Donzelli editore, 2025), proprio dedicato al mondo degli albi divulgativi.
Avevo già incontrato questo testo lo scorso anno e per onestà vi dico che è ancora sul mio comodino, non perché io lo abbia abbandonato ma perché è un testo talmente denso che lo sto leggendo un pochino alla volta. È pieno zeppo di albi che vengono analizzati e classificati e lo sto usando proprio come fosse un catalogo che tengo a mia disposizione. Già solo la classificazione che la Grilli fa degli albi divulgativi è molto interessante e ci spinge a farci domande scomode sul modo in cui siamo abituati a classificare le nostre conoscenze.
E se stai pensando a come organizzare l'estate con i tuoi bambini, ti lascio anche una riflessione su "Il libro dei compiti delle vacanze alla scuola primaria: 5 motivi per farne a meno" — un altro modo per ripensare il rapporto tra lettura, tempo libero e obblighi scolastici.
E tu, conoscevi già gli albi illustrati divulgativi? Ne hai letti di interessanti? Raccontaci






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