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Cosa fa un parent coach ? Intervista a Silvia Pelizza

Aggiornamento: 5 ago


Parent coach, cosa fa
Parent coach, cosa fa

Cosa fa davvero un parent coach, e in cosa può aiutare concretamente un genitore?


In un periodo in cui il tema della genitorialità consapevole è sempre più presente nel dibattito pubblico mamme e papà si trovano a spesso a dover scegliere tra un ventaglio vario di professionisti a supporto della genitorialità.


Oggi parliamo della figura del parent coach: chi è, di cosa si occupa? Per rispondere senza teoria astratta, ma con esempi concreti, ho intervistato Silvia Pellizza, parent coach e fondatrice del progetto Un Semino alla Volta. Nelle prossime righe scoprirai:


  1. come lavora un parent coach,

  2. quando rivolgersi a lui o lei invece che a uno psicologo

  3. quali obiettivi si affrontano in un percorso di coaching

  4. cosa cambia davvero in una famiglia che intraprende il percorso di coaching


Parent coach, cosa fa nel concreto?


Il parent coach è una figura professionale di supporto alla genitorialità. Lavora individualmente con un genitore oppure con entrambi — anche quando la coppia non è più tale nella vita sentimentale ma continua a condividere il ruolo genitoriale — per raggiungere gli obiettivi educativi desiderati, migliorare la relazione con i figli e, quando serve, trovare un maggiore allineamento educativo tra i genitori.

«Il parent coach», spiega Silvia Pellizza, è una figura pratica che parte dalle difficoltà che ogni genitore incontra nel proprio percorso e, attraverso la comprensione delle dinamiche relazionali, delle emozioni, delle credenze e degli automatismi che guidano i comportamenti, accompagna mamme e papà a definire un obiettivo concreto e a costruire, passo dopo passo, il percorso per raggiungerlo. Lo scopo è aiutarli a vivere una relazione con i figli sempre più allineata ai propri valori e al genitore che desiderano essere.

Il parent coach lavora col genitore in quanto agente principale del cambiamento all’interno della relazione educativa, attraverso sessioni di coaching più o meno strutturate il cui scopo è valorizzare le risorse del genitore, integrandole con strumenti pratici, conoscenze aggiornate, nuove prospettive e strategie educative da mettere in campo.

Nel concreto, un parent coach osserva insieme al genitore le situazioni che generano maggiore fatica e aiuta a comprenderne le dinamiche per costruire strategie realistiche e sostenibili da sperimentare nella vita quotidiana, tra cui:


●      capricci e conflitti

●      limiti e routine

●      collaborazione

●      gestione delle emozioni

●      divergenze educative nella coppia

●      senso di colpa e carico mentale


Quando rivolgersi a un parent coach: le differenze con psicologi, psicoterapeuti e counselor


Esistono diverse figure professionali idonee e complementari a supportare il genitore, ed è importante capire quando scegliere l’una o l’altra.

Quando il genitore vive disagi psicologici come traumi, disturbi d’ansia, depressione o altre condizioni cliniche, le figure di riferimento restano psicologi e psicoterapeuti.

Il coach, invece, è orientato a un lavoro di sviluppo di nuove competenze, per affrontare difficoltà quotidiane e raggiungere obiettivi concreti. Una volta compreso come una determinata situazione fa sentire il genitore e, quando utile, esplorato da dove derivino alcuni schemi o automatismi, il parent coaching orienta il lavoro verso l’azione. Accompagna il genitore nel rispondere a domande molto concrete:

Cosa posso fare? Qual è il primo passo? Come posso metterlo in pratica nella quotidianità? Come affrontare gli ostacoli che incontrerò? Come capire se mi sto avvicinando all’obiettivo che desidero raggiungere?

Gli obiettivi più comuni nei percorsi di parent coaching


Solitamente il genitore, o la coppia, che arriva in sessione desidera essere un “buon genitore”. La parte più interessante, racconta Silvia Pellizza, è che questa definizione non è mai uguale da persona a persona:


●      c’è chi desidera superare il senso di colpa e il giudizio

●      c’è chi fatica con le crisi e i capricci

●      c’è chi si sente bloccato da una vita troppo piena e teme di non essere abbastanza presente


Di base, però, c’è sempre lo stesso desiderio di fondo: avere una relazione positiva, sentirsi capaci di accogliere e stare nelle emozioni del proprio bambino, e potersi riconoscere soddisfatti di sé come genitori.


Cosa cambia in famiglia dopo un percorso di parent coaching


Intraprendere un percorso di coaching permette al genitore di comprendere meglio se stesso e il modo in cui si relaziona con i figli. Se è vero che la fatica e i “trigger” sono spesso generati dai bambini, dopo un percorso i genitori scoprono che il cambiamento più profondo riguarda proprio il loro modo di leggere le situazioni, interpretarle, reagire e stare in relazione, più che il comportamento del piccolo di casa.

Questo accade perché il genitore affina la propria capacità di leggere come funziona, come reagisce e come attraversa determinate situazioni, interne ed esterne. È questa nuova abilità, sommata alla definizione degli obiettivi e ai tentativi per raggiungerli, a permettere ai genitori di cambiare innanzitutto se stessi, generando in famiglia — come cerchi nell’acqua — un cambiamento condiviso che riscrive automatismi, regole e modalità di risposta.


Quanto dura un percorso con un parent coach


Ogni professionista ha un proprio approccio e metodo. In un percorso individuale c’è solitamente un numero definito di sessioni, stabilito dal coach o concordato insieme al genitore, anche in base agli obiettivi da raggiungere e alla complessità della situazione.

L’idea, sottolinea Silvia Pellizza, non è creare una dipendenza dal percorso, ma fornire al genitore gli strumenti, le competenze e la consapevolezza necessari per affrontare con maggiore autonomia le sfide della quotidianità. Gli incontri possono poi essere ripresi a distanza di tempo, quando la famiglia attraversa nuove fasi evolutive (ad esempio il passaggio dall’infanzia alla preadolescenza) o quando emergono nuove situazioni che richiedono supporto, come la nascita di un fratellino o una sorellina, il cambio di scuola, un trasferimento o altri cambiamenti significativi. Ogni fase della crescita porta con sé bisogni e sfide differenti, ed è naturale che anche il genitore senta il bisogno di un nuovo confronto.


Chi è Silvia Pelizza, la parent coach di Un Semino alla Volta

Silvia Pelizza, parent coach
Silvia Pelizza, parent coach

Silvia Pelizza è parent coach e fondatrice del progetto Un Semino alla Volta, dove accompagna genitori e coppie in percorsi individuali per costruire una relazione più autentica e serena con i propri figli, lasciando alle spalle sensi di colpa e convinzioni limitanti. Puoi seguirla anche su Instagram, dove condivide ogni giorno spunti pratici sulla genitorialità.






Il parent coach fa al caso tuo?


Come abbiamo visto, cosa fa il parent coach è presto detto: accompagna il genitore, passo dopo passo, verso obiettivi educativi concreti, lavorando su emozioni, automatismi e strategie pratiche da sperimentare nella quotidianità. Non sostituisce psicologi o psicoterapeuti quando c’è un disagio clinico da affrontare, ma può essere un alleato prezioso in tutte quelle fatiche — grandi o piccole — che fanno parte della vita di ogni famiglia.



Ti è mai capitato di pensare che un supporto come quello di un parent coach potesse fare al caso tuo? Raccontacelo nei commenti: la tua esperienza può essere preziosa per altri genitori che leggono questo articolo.

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